Tri.Be.Ma

Il progetto Tri.Be.Ma. (Triangle Below Martesana) nasce con l’obiettivo di “riqualificare” un’area del territorio urbano di Milano ben precisa, ovvero il triangolo delimitato a Nord dal Naviglio della Martesana, a Est dai binari della ferrovia della Stazione Centrale, a Sud da Via Tonale e a Ovest da Via Melchiorre Gioia.

Tri.Be.Ma. inoltre, sorge dal lato opposto della ferrovia, rispetto a No.Lo. (North of Loreto) in un’immaginaria contrapposizione di idee e con uno spirito di positiva competizione per il miglioramento del quadrante Nord di Milano.

Infine, il quartiere, noto anche come Cassina de’ Pomm o Ponte Seveso, può rappresentare un esempio concreto di riqualificazione ambientale, culturale e immobiliare, stante la concentrazione di una serie di obiettivi strategici, funzionali al rilancio dell’area e della città tutta..

L’obiettivo di questo documento è la raccolta di interessa di cittadini, istituzioni, privati e imprese intorno a questa idea / progetto, con l’obiettivo di creare identità, elaborare idee, attrarre investimenti, attivare progetti e velocizzare cantieri.

Di seguito una lista non esaustiva di aree di interesse e relative proposte di riqualificazione.


  • Street Art Tunnel

Ad unire simbolicamente Tri.Be.Ma. con No.Lo. oggi sono presenti tre tunnel stradali, sotto ai binari della Stazione Centrale, ahimè saliti alla ribalta delle cronache solo per episodi di degrado (senza tetto, sporcizia, danni alle auto parcheggiate, ecc.).

Trasformare una cesura urbana in una unione concreta, non può che partire da questo progetto di riqualificazione che unisce il sociale (i senza tetto oggi presenti possono e devono essere ospitati in strutture ad hoc adeguate e consone al concetto di accoglienza) ambientale (il percorso ciclopedonale sarà il cuore del rilancio del tunnel intermedio) e artistica (l’idea sarebbe quella di riqualificare i tunnel, con illuminazione adeguata, progetti di street art, murales, mosaici, mostre temporanee al fine di attrarre e non respingere, di illuminare e non di incupire, di dare speranza e non di deprimere).

Come concreto esempio si riporta quanto recentemente effettuato in una situazione paragonabile, nella città di Amsterdam[1].


  • Riapertura Naviglio e Restyling Melchiorre Gioia

A corollario di progetti già in essere[2] sul tema dei Navigli, anche per la zona di Tri.Be.Ma. è fondamentale attivare la combinazione degli interventi tra la riapertura del Naviglio della Martesana (andando quindi oltre all’attuale blocco di Cassina de’ Pomm, sotto) e la riqualificazione dell’ultimo tratto di Via M. Gioia, con relativa alberatura, allargamento marciapiede e messa in sicurezza pista ciclabile.

I quattro elementi, finalmente coerenti tra di loro in questo triangolo, sempre meno immaginario: l’acqua del Naviglio che torna a scorrere nel tratto più alto di Via Melchiorre Gioia; la terra, rimessa a posto e più verde nelle piazze (via E. De Marchi) e nei parchi (Giardino Cassina de Pomm); l’aria resa più respirabile grazie all’incentivo alla mobilità alternativa tra Gioia e la Martesana; infine il fuoco, di un fermento culturale e sociale da attivare in un contesto urbano fino a questo momento troppo periferico.


  • Biblioteca di Quartiere

“Leggere ci unisce” è stato lo slogan dell’ultima edizione della Città dei Lettori a Firenze. E proprio in collaborazione con l’Associazione Wimbledon[3], l’idea sarebbe di organizzare un primo evento milanese, inaugurando la nuova “creatura” ovvero una biblioteca di quartiere che nasca dal contributo dei cittadini e metta a loro disposizione la possibilità di evasione tramite la lettura in un rinnovato ambiente che unisce tradizione a modernità.

Uno spazio socioculturale per eventi, incontri e, soprattutto, lettura, da creare nell’attuale incrocio Via Edolo – Via M. Gioia, riqualificando il fabbricato d’angolo, tipico esempio di costruzione milanese preesistente al boom edilizio degli anni ’60.

Uno spazio rinnovato, aperto alla comunità, che unisca il tema della Biblioteca agli ambienti per il relax, la lettura e l’intrattenimento. Possibile sede di una Associazione / Fondazione / sede di casa editrice, ecc. offre un messaggio sulla centralità della cultura nella riqualificazione urbana e, al contempo, del recupero edilizio in un contesto di forte espansione immobiliare.


  • Edilizia moderna e sostenibile

Sul versante edilizio (sia abitativo che commerciale), in continuità con interventi già conclusi nell’area[4], vecchi stabili possono essere riqualificati per spazi di nuova generazione.

In particolare, abbiamo identificato nell’ex ufficio del catasto in Via Edolo, ora abbandonato e degradato, un ottimo esempio per ideare spazi moderni per uffici in co-working oppure per abitazioni di prestigio di nuova concezione a basso impatto ambientale.

L’edilizia pubblica può essere un ottimo bacino di riqualificazione, oltre che una fonte di finanziamento per le casse del Comune. Spazi già oggi presenti, ma non utilizzati, consentirebbero la loro fruizione senza aggiunta di cubature all’interno di un’area già ampiamente (e aggiungerei, impropriamente) cementificata durante il boom economico della città e del paese.

In perfetta coerenza con lo spirito del progetto, riqualificazione si sposa con rispetto dello spazio, dell’ambiente e delle persone.


  • Mu.Sa. (Museo Sammartini)

Nel panorama museale milanese manca forse un vero polo dedicato alla fotografia, sulla falsariga del miglior esempio europeo del settore, Stoccolma[5]. L’edilizia industriale FS (Ferrovie dello Stato) situata in Via Sammartini e totalmente abbandonata, rappresenta lo scenario ideale per riqualificare e al contempo offrire alla città un’offerta ad oggi mancante.

La conformazione della struttura sopra, rappresenta uno scenario ideale per la creazione di un Museo dedicato alla Fotografia. Uno spazio che avrebbe al suo interno l’opportunità di ospitare mostre permanenti ad esposizioni temporanee, di essere un polo di attrazione per giovani artisti e di acclamati autori. L’iconicità del recupero industriale proposto, anch’esso pilastro della riqualificazione dell’area, darebbe enorme visibilità al progetto, al quartiere e agli investimenti in essere e da progettare.

Anche in questo caso, il privato ed il pubblico si dovrebbero unire per la valorizzazione di questo spazio e la creazione di un’offerta culturale degna di una metropoli internazionale come Milano.


  • Drop City

Sempre rimanendo su Via Sammartini, sul lato opposto, il progetto Drop City recentemente annunciato[6], conferma la centralità e la coerenza del progetto Tri.Be.Ma. Lo stesso è un progetto di recupero e rifunzionalizzazione dei Magazzini Raccordati che mira a realizzare un nuovo distretto legato all’architettura e al design negli spazi ora inutilizzati della Stazione Centrale su via Sammartini.


  • Cassina de Pomm

Il 2 aprile 2021 Andrea Elifani era con alcuni amici sulla passerella del “Pont de Pan Fiss” che cedette all’improvviso e che un anno e mezzo dopo è ancora sotto sequestro. La memoria di questo ragazzo sfortunato e la riqualifica dell’area necessitano un’accelerazione della ristrutturazione e recupero di uno degli angoli più suggestivi di Tri.Be.Ma. la Cassina de Pomm e il relativo adiacente giardino con il muro di cinta sul lungo Naviglio.

Imparare dalle lezioni della vita, rispettare la memoria dei più sfortunati, avere cura degli spazi che abbiamo la fortuna di poter vivere tutti i giorni sono valori nei quali, come Progetto Tri.Be.Ma. e come città di Milano, vogliamo e dobbiamo credere fortemente, al fine di dare vita a un progetto e ad un sogno, di vivere in un ambiente migliore, più solidale e rispettose, più sano e vivace.


[1] https://www.thisiscolossal.com/2016/03/cuyperspassage-pedestrian-tunnel-amsterdam/

[2]https://milano.repubblica.it/cronaca/2022/05/18/news/nel_patto_comunecoima_per_rigenerare_porta_nuova_torna_il_naviglio_aperto-350010899/

[3] http://www.associazionewimbledon.it/

[4] https://www.artemaengineering.com/portfolio-item/milano-via-gioia/

[5] https://www.fotografiska.com/sto/

[6] https://www.comune.milano.it/-/rigenerazione-urbana.-con-il-recupero-dei-magazzini-raccordati-un-distretto-del-design-aperto-anche-alla-citta

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