Breve Tour della Puglia: sole, chiese e cibo

A volte non serve andare troppo lontano per trovare ciò che ti occorre. A volte è sufficiente scegliere bene le tappe di avvicinamento e soprattutto la compagnia. E bisogna saper aspettare: perché il sole scalda anche ad Aprile, ogni paese ha la sua scoperta da offrire e ogni tappa ha una scelta da affrontare. Se avete bisogno di una settimana per voi o per una persona importante, ma il tempo per programmare è sempre meno, trovate alcune tappe pensate, volute, attese e rivelatesi ideali per una ripartenza!

Tappa n.1: Aeroporto di Bari – Trani – Castel del Monte – Bari Vecchia con cena al ristorante “La cecchina” https://g.co/kgs/grosN9

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Tappa n.2: Polignano a Mare – Monopoli – Alberobello con soggiorno a Trulli Caroli http://www.booking.com/Share-v7LrZm e cena a Cisternino, con tappa obbligatoria per il dessert alla Cremeria Vignola

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Tappa n.3: Locorotondo – Torre Canne con pranzo al mare a “La baia” – Ostuni – Lecce con cena all’”Osteria del Poeta contadino” https://g.co/kgs/ZZPZE2

Tappa n.4: Torre S. Andrea – Otranto con pranzo a “La polperia” – Lecce

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Tappa n.5: Galatina e la colazione con il pasticciotto da Ascalone – Nardò – S. Maria al Bagno con pranzo a “La Pergola” – Gallipoli con cena all’”Osteria dei Briganti” https://g.co /kgs/gEhfCV

Tappa n.6: Martina Franca – Savelletri con pranzo da “Pescheria” – Aeroporto di Bari

E tra un albero di olivo, una spiaggia, un piatto di polipo e una notte nel trullo…una serie infinita di bellissime chiese e fantastici ricordi.

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La Thailandia val sempre la pena (specialmente a Capodanno)

Se vi propongono una cena a Capodanno, con un menù da 100€, ricordatevi che, con l’equivalente di 10€, a Koh Lipe, riuscite a fare una cena di pesce in riva al mare. Se vi dovete imbacuccare per andare in discoteca a stappare lo spumante, sappiate che, anche in spiaggia, a vedere i fuochi d’artificio, non si sta così male.

Quando i parenti durante le Feste vi assillano, immàginatevi le isole deserte dell’arcipelago di Ko Tarutao; quando i mali di stagione si fanno sentire, forse un massaggio Thai in riva al mare, potrebbe rappresentare un valido aiuto.

Hai tirato fino a Natale in ufficio tra meeting e Steering Committees, email e Conference calls? Forse l’unica decisione da dover prendere è se andare in spiaggia a Sunrise o a Sunset Beach.

Unico avvertimento: se inseguite le immagini di un giovane Di Caprio nel film “The Beach”, dovrete evitare le spiaggie più famose ed affollate…cercate un angolo di paradiso volgendo verso sud, in direzione della Malaysia (e se avete qualche giorno in più andatevi a prendere il visto a Kuala Lumpur).

Buon Anno e buon viaggio.

Corsica, in senso antiorario

Sbarcare a Bastia, al mattino presto, il tempo di un caffè al vecchio porto della città e via direzione nord, a Capo Corso, 40Km di lunghezza e 11Km di larghezza, per un’isola nell’isola. Salire in auto sul lato “italiano” della penisola con gli occhi rivolti verso l’Arcipelago Toscano fino ad arrivare alla prima spiaggia di questo tour, Cala Francese, raggiungibile a piedi (quasi un’ora di cammino) per l’antico sentiero dei doganieri, lasciando l’auto a Macinaggio. Il rientro, sul versante occidentale, con l’imperdibile passo che porta a Morsiglia ed il tramonto da osservare a Canari, nella piazza centrale (ottima location anche per dormire e mangiare “Au Bon Clocher”).

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Il secondo giorno, scivolare via da Capo Corso (senza perdersi una colazione a Nonza) per affrontare la parte nord-ovest dell’isola, una delle più belle per spiagge, paesaggi e cittadine: saltare Lotu e Saleccia, solitamente piene di turisti e dirigersi alla terza spiaggia alle spalle del “Deserto degli Agriati”, ovvero la Spiaggia degli Ostriconi. Dopo la giornata di mare, tramonto all’Isola Rossa e serata nella Cittadella di Calvi (con musica dal vivo a Chez Tao).

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Il terzo giorno è una lunga tappa di trasferimento da Calvi ad Ajaccio, ma con due tappe imperdibili che renderanno la guida un piacere: les Calanques a Piana e la spiaggia di Menasina. Infine serata ad Ajaccio con un giro dei locali intorno a Rue du Roi de Rome.

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Dal quarto giorno, fermate il tempo e godetevi la meritata “vacanza” dalle parti di Bonifacio e Portovecchio. Spiaggie da sogno, paesaggi di stile sardo e serate nelle due cittadine più turistiche della Corsica. Alcuni consigli tra le imperdibili destinazioni del sud della Corsica: le spiagge di Roccapina, di Cala Stagnolu e l’imperdibile Palombaggia. Un vestito alla moda e la vostra abbronzatura e le serate nella cittadella di Bonifacio e la città alta di Portovecchio sono servite.

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Infine, l’ultimo giorno, dopo l’ennesimo tuffo nel mare cristallino, rapido (3 ore) rientro lungo la costa orientale, fino al ritorno a Bastia, per l’ultimo saluto alla Corsica, magari con una cena a La Table du Marché.

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Salonicco, il brutto che piace

Sorvolando la città, durante l’atterraggio all’aeroporto della Macedonia, a prima vista, dall’alto, l’immagine della metropoli ellenica adagiata sul golfo, appare in tutta la sua bruttezza: una distesa di cemento infinita…

…e l’impressione viene ampiamente confermata dal finestrino del taxi che dall’aeroporto ti conduce in centro. Poi però, piano piano, con l’entusiasmo di chi ha voglia di scoprire ogni realtà che si propone davanti, cominciano a spuntare una serie di realtà interessanti:

Le chiese bizantine, nascoste tra i palazzi, in particolare Agia Sofia

Le spiagge della Calcidichia a 90′ di auto dalla città, in particolare quella di Vourvourou di fronte al Monte Athos

Il lungomare di Nea Paralia, rinnovato, di Salonicco, con il tramonto più bello, dalla terrazza del Ciel, con vista sul porto e sullo sfondo il Monte Olimpo

Gli ombrelli del famoso scultore Giorgios Zoggolopoulos vicino alla simbolica Torre Bianca

Le mura bizantine sull’antica acropoli della città

L’aperitivo con l’Ouzo nelle taverne del mercato dietro Piazza Aristotele

Ma soprattutto una fantastica vita notturna, con locali stracolmi di ragazze dal fascino mediterraneo e i lineamenti balcanici

Marrakech Express – tramonti, shopping, cene, massaggi e gite alla francese

Anni fa feci un bellissimo viaggio con Avventure nel Mondo attraverso il Marocco: le città imperiali, l’Atlante, il Sahara, Casablanca…

…questa volta invece, Marrakech ed Essaouira, all’insegna del relax di Capodanno. Per il sole a tre ore di areo nel periodo invernale, la città più africana del Marocco rappresenta certamente la meta ideale. Di seguito alcuni consigli, per rendere il viaggio, veramente rilassante:

il tramonto più bello sulla piazza più famosa della città è, indiscutibilmente, da sempre, la terrazza al terzo piano del mitico Café de France (Place Jemaa el Fna)

il negozio più interessante, della nuova wave francofona ed hipster che sta nascendo ai margini nord della Medina, è sicuramente MAX & JAN (14 rue Amsefah, Sidi Abdelaziz)

la cena più squisita, in pieno centro ma lontano dal caos, con cucina marocchina rivistata in chiave transalpina, la si può trovare nel già gettonato Un Déjeuner à Marrakech (2-4, Angle rue Kennaria et Douar Graoua)

il massaggio più rilassante, in un ambiente elegante e raffinato, accogliente e delicato, lo trovi a Les bains d’Orient (214, Arset aouzal, Bab doukkala)

la gita più semplice, ma al tempo stesso più valida e meritevole del tempo dedicato (comunque 2h30′ di pullman) è ad Essaouira, sull’Atlantico, centro cittadino fortificato, patrimonio dell’UNESCO.

(s)Punti di Governo

Mancano pochi mesi alle elezioni e, l’idea che si rischi di perdere, contro Salvini, Di Maio, persino Berlusconi mi atterrisce.

Certo che noi del PD, come da tradizione, ci stiamo mettendo del nostro per cercare di disperdere quanto di buono fatto (il 40% di SI al Referendum, alcuni risultati degli ultimi tre Governi, il conforto di selezionati macro-indicatori economico-sociali, ecc.).

Per risalire la china, nel primo trimestre del nuovo anno, oltre che alla pochezza degli avversari (ma, ahimè, l’elettorato giudica sulla base di criteri a volte opinabili), bisognerà affidarsi ad alcuni principi:

  1. al nostro interno dobbiamo essere coesi come non lo siamo mai stati
  2. facciamo prevalere le idee e la chiarezza del programma, alle polemiche ed alle schermaglie elettorali

Proverò ad esplodere, seppur in estrema sintesi, il secondo punto, con qualche idea per la prossima Legislatura, lasciando da parte, per ora, giochi elettorali, posizionamenti di comodo, trattative e compromessi:

  • FEDERALISMO VERO: l’esito dei Referendum nell’Italia settentrionale, la vicenda catalana, ma anche la storia del nostro Paese da Cattaneo in poi ci spingono ad assumere una posizione vieppiù federale. Superiamo la Riforma del Titolo V e avviamo un cambiamento che decentralizzi veramente il potere in Italia, garantendo equità, buon governo e vicinanza al territorio, responsabilizzando i governi locali e avviando un circolo virtuoso di rinascita dei poli locali, all’interno di un quadro europeo d’insieme. Razionalizziamo il numero di Regioni (Triveneto, Nord-Ovest, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana incl. Viterbo e Perugia, Centro, Adriatica, Puglie incl. Molise e Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna), portandole tutte a statuto “speciale” come poteri (ed organizzando il PD di conseguenza, con 12 riferimenti macro-regionali).
  • SICUREZZA DI TUTTI: non possiamo permetterci che il tema della sicurezza, a cuore a tutti gli italiani, sia argomento esclusivo della destra, qualunquista e demagogica. Per renderlo però un punto elettorale e di governo, bisogna riuscire nel difficile compito, di mantenere le nostre posizioni garantiste, solidali e tolleranti, senza scadere nel lassismo e nell’impunità. Faccio due esempi concreti: il sovraffollamento delle carceri (problema di giustizia e di umanità) non si risolve con le amnistie e gli indulti ma con un progetto serio che si fonda su tre punti: i) domiciliari e braccialetto elettronico per reati amministrativi; ii) costruzione di nuovi istituti penitenziari; iii) utilizzo della forza lavoro carceraria (detenuti non in isolamento o 41bis ovviamente) per task force ambientali ecc. L’altro esempio sulla sicurezza è legato al reato d’immigrazione clandestina, sul quale dobbiamo assolutamente far leva e far modificare gli accordi europei, per farci finanziare una modalità più efficace della gestione dei flussi migratori, adoperandoci al contempo per evitare rischi di terrorismo, delinquenza, ecc.
  • EUROPA UNITA: la politica estera del nostro Paese deve essere fondata sull’appartenenza all’Unione Europea, non in posizione subalterna e vittima dei diktat nord-europei sul controllo dei conti (comunque legittimi) ma di leadership culturale, rinascita commerciale, mediazione geo-politica (mediterranea) e motore d’innovazione e stile. Far uscire l’Unione Europea dall’angolo della percezione amministrativa e burocratica, di austherity e di divisioni e far leva su quanto di buono (ormai dato per scontato) ha rappresentato negli ultimi trent’anni: il libero scambio, l’università all’estero, le sinergie commerciali o su quanto dovrebbe essere in grado di sfruttare meglio nel prossimo futuro: politica estera unica (seggio all’ONU), difesa comune (esercito UE membro NATO), fondi e investimenti che creiino una solidarietà economica virtuosa (no logiche assistenziali, ma uso intelligente del bilancio comunitario, ad esempio aiutando i paesi di frontiera nella gestione dei flussi migratori)
  • RIFORMA GIUSTIZIA: abbiamo sprecato oltre vent’anni, schiavi dell’opposizione a Berlusconi, perdendo di vista quello che era il vero cancro della nostra economia e della nostra aministrazione pubblica: la giustizia. Non ho ricette magiche e bisognerà affidarsi agli esperti (come in tutte le altre iniziative, ci tornerò in conclusione) ma quello che appare ovvio e ineludibile è la necessità di mettere mano alla giustizia, amministrativa in primis, e ridare a questo paese la certezza del diritto, soprattutto dei suoi tempi. Le riforme non possono accontentare tutti, devono pertanto far leva su alcuni principi chiari: dura lex sed lex e, come si dice in Toscana, “meglio un cattivo accomodo che una buona causa”: bisogna assolutamente velocizzare, semplificare e rendere chiaro e certo l’iter di un processo e causa, per dare agli operatori e ai cittadini tempi certi di risoluzione delle vertenze. Per ottenere tutto questo, va scardinato l’attuale livello dei gradi di giudizio, il sistema processuale, le prassi lavorative, il codice ecc. Servirà tempo e comptenza, ma è una questione di vitale importanza.
  • AMBIENTALISMO CONCRETO: per anni l’ambientalismo in Italia è stato “dire NO” a qualsiasi intervento infrastrutturale, opera a impatto ambientale, anche solo visivo, iniziativa di tipo turistico in luoghi naturali ecc. Svincoliamo cortesemente la protezione del nostro territorio e la salvaguardia dell’ambiente che ci circonda dall’immobilismo e rendiamolo invece il modo nuovo di fare le cose. Alcuni esempi: rendiamo le città più vivibili, con interventi concreti sulla mobilità e il verde. Non deve esistere un piano regolatore o un intervento di riqualificazione (da finanziare anche privatamente, vedi esempio Milano) che possa esimersi dai seguenti principi: il trasporto è su ferro (tram e metropolitane); le piste ciclabili, i parcheggi sotterranei e i percorsi pedonali restituiscano le strade alle persone, togliendole alle auto; per ogni recupero edilizio o nuova costruzione, va abbinato uno spazio verde (anche verticale, sfruttando i tetti o i cavalcavia nelle grandi città).

Numerosi altri problemi affliggono il nostro paese e il programma dei prossimi 5 anni ha l’obbligo morale di affrontarli. I titoli, che qui citerò solamente, e ai quali bisognerà dare risposte sempre in modo trasparente e concreto sono: il LAVORO (coniugando flessibilità e crescita); le PENSIONI (con il necessario accordo, se non addirittura “patto generazionale” che riequilibri da un lato la sperequazione tra i privilegi del passato e le incertezze del futuro e, dall’altro, accompagni in modo concreto le mutate esigenze/comportamenti degli italiani, con supporto alle nuove famiglie come priorità assoluta); le RIFORME (in primis quella Costituzionale, bloccata dall’infausto percorso referendario, ma che andrà riproposta in una forma più consona sia nel contenuto che nel processo creativo); la LOTTA all’EVASIONE (con rientro di capitali offshore, diminuzione delle tasse sui dipendenti, abolizione pressochè totale del contante ed emersione del lavoro nero); le GRANDI OPERE (oltre a quelle citate per l’ambientalismo concreto, soprattutto in città, bisogna finalizzare/avviare le grandi vie di comunicazione, come la TAV, il corridoio tirrenico, ecc. e portare l’alta velocità nelle zone del nostro paese oggi tagliate fuori).

In conclusione, dopo questi punti di buon senso oltre che di buon governo, vorrei invitarti ad una proposta e pratica di trasparenza e chiarezza che sarebbe auspicabile e, spero, apprezzata: oltre a far votare gli italiani su un programma ben definito (i punti sopra chiaramente rappresenterebbero solo un di cui, ma il programma non deve diventare “Il libro dei sogni” o, peggio, una lista infinita di iniziative che poi non riusciremmo a scaricare a terra), bisognerebbe riuscire a delineare un Governo ben prima della tornata elettorale: solo 12 Ministri, tutti ben identificati per competenze e non per appartenenza; mandati chiari e ben definiti, ricorso alla società civile, gender balance e ricambio generazionale. È un tema di programmazione e di comunicazione, è una promessa di efficacia e un gesto di onestà. Chi ci voterà lo farà per avere risposte concrete e noi dovremo essere pronti a darle.

Hasta siempre…

Da Nord Ovest, Viñales, a Sud Est, Santiago, per poi tornare a L’Avana, in un immaginario giro anti-orario, con l’orologio del tempo fermo sulle lancette della Storia e quello del nostro viaggio, troppo più rapido delle nostre due settimane.
Alla fine si torna stravolti, dai colori e dai suoni, dagli slogan di un socialismo caraibico un po’ stanco e un po’ mélo, dal sole e dai temporali, dai kilometri sulla carretera central, dalla sabbia bianca del Cayo e dal terreno rosso delle piantagioni di tabacco, dalla salsa e dalla bachata, dal mango e dalla papaya, dai volti afro e dai bicitaxi, dalle auto americane degli anni ’50 e dalle piazze coloniali spagnole.

Così percorri le strade che furono dei conquistadores e degli schiavi, degli eroi creoli dell’indipendenza e dei gangster italo americani, dei rivoluzionari barbudos…e dei vacanzieri europei. Comitive organizzate e avventurosi solitari, turisti da resort e viaggiatori da casas particulares, qualcuno alla ricerca del sole, qualcuno alla ricerca di se stesso. Molti, comunque, un po’ sorpresi e un po’ affascinati, magari qualcuno solo stupito o accaldato. Ma si continua a girare, in senso anti orario, scattando foto e comprando acqua, chiacchierando o cercando l’ombra, trovandola nel parco oppure perdendola sul Boulevard, ritrovando se stessi e la guida o perdendosi del tutto.

Prima di tornare nella magia dell’Avana:

c’è ancora tanto da sapere e da fare! E scopri che l’anno prossimo ci sono le elezioni a Cuba…

…sempre Fedeli ovviamente!

Fare di necessità virtù rispolverando l’idea geniale di ripararsi dal caldo in una Chiesa spagnola…

…oppure decidersi a rischiare l’insolazione su El Malecòn

Ma guarda, la Plaza Vieja a La Habana era un parcheggio ed ora è bellissima, con la Casa de la Cerveza e il Caffè dell’Escorial…

Fare un tuffo nelle acque calde e le immancabili foto da calendario con sabbia bianca e mare trasparente:

E che bello sarebbe amarsi per sempre,

come nelle canzoni del Buena Vista Social Club.

Voler guidare una vecchia Cadillac e sentirsi un po’ Hemingway…

…o, più semplicemente, farci vicino una foto ricordo:

E chissà poi se Camilo Cienfuegos morì davvero nell’incidente aereo del ’59 o devió alla volta di Miami, dove magari ha “sbocciato” a bordo piscina fino agli anni ’80?

Ma, ormai, nella piazza principale del paese, c’è il wi-fi, la vera rivoluzione di Raul Castro!

Ripartire PD

Se l’inizio della fine andasse ricercato nel Referendum costituzionale di Dicembre, nel 40% dei SI ritengo altresi vada cercata la conferma della nostra missione: un partito maggioritario, di governo, riformista, federalista e fortemente europeo. Un partito che si distingue dall’oclocrazia dei 5 Stelle, dal populismo nazionalista della destra, dal triste revanchismo Berlusconiano e dalle tendenze suicide della sinistra.
Un partito che rimetta al centro della sua agenda lavoro e giustizia sociale ma non perda l’impeto riformista necessario a trasformare il nostro Paese nelle sue componenti più critiche: la giustizia, l’istruzione, il fisco e la sanità.
Un partito che non lasci in mano ai toni demagogici degli altri temi quali la sicurezza e la lotta alla corruzione.
Un partito che liberi l’impresa dall’empasse dei ricorsi e delle inefficienze; che promuova lo sviluppo infrastrutturale della nazione, con ponti, alta velocità, austostrade, ecc. Un partito che però coniugi questo sforzo con la preservazione dell’ambiente che ci circonda e la vivibilità delle nostre città: piste ciclabili, metropolitane, parchi, tramvie, giardini pensili, parcheggi interrati e aree pedonali.
Rimettiamo al centro le nostre persone, le competenze e le idee. Riprendiamo in mano la nostra missione di fare di questo paese un posto migliore e più serio.
Abbandoniamo i toni dimessi di questi ultimi mesi e apriamo la stagione, finalmente, della Terza Repubblica.

Oman 7 Days

I colori della roccia del Jebel Shams e della sabbia di Wahiba Sands al tramonto; l’insperato zampillare dell’acqua limpida, in fondo ad un Wadi tortuoso; castelli e forti di terracotta, qua e la, tra palmeti e moschee; la laguna di Sur il giorno con i suoi vecchi cantieri navali e il lungomare di Muscat la notte, tra suq, torrette e mercati; le tuniche bianche ben stirate ed il capo coperto da una kumah; Indiani, Bengalesi, Pakistani e Cingalesi a popolare i paesini “on the road”; il caldo, il sole, le strade, i sorrisi…benvenuti in Oman.

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Laddove non riesci con le parole, tenta con le immagini…per descrivere il delicato equilibrio tra tradizione e modernità, tra sicurezza e apparenza, tra spazio e tempo.

Viaggio in Italia 

Da Nord a Sud, in questa Estate 2016, attraverso un paese, l’Italia spesso giustamente criticato per il suo malgoverno, i suoi limiti e difetti, il degrado, la crisi, il malcostume…

…ma ancora il paese più bello del mondo, mai abbastanza pubblicizzato,  non sufficientemente valorizzato e ahimè, non correttamente sfruttato.

Milano è ormai lanciata nella sua dimensione europea ma vietato fermarsi. Prossime sfide per Sala il verde (recupero scali FS), le Fintech (post-EXPO e pre-Brexit), la metro4 e le ciclabili, le periferie e la finanza di casa nostra

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Liguria mare del Nord Ovest che accoglie (a prezzi alti e non sempre con il sorriso) i vacanzieri di Piemonte e Lombardia,  spesso solo nei caldi Weekend di Luglio. Preservare i centri storici, valorizzare le spiagge bandiera blu, sanare il territorio stretto tra mare e monti, organizzare l’afflusso in modo da poter lasciare l’auto a casa (più treni e parcheggi di scambio ad esempio)

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Lazio non è solo Roma (per la quale va aperto un capitolo a parte, in quanto esemplifica perfettamente il binomio Grande Bellezza e Mafia Capitale) ma anche tanti altri gioielli artistici e località di villeggiatura da valorizzare. Tra i primi vorrei spendere due parole per Tivoli, un bellissimo centro alle porte della Città Eterna con due autentici gioielli da non perdere: le rovine romane di Villa Adriana e i giardini di Villa d’Este; due luoghi splendidi che andrebbero pubblicizzati e forse inseriti anche in pacchetti turistici più accattivanti e più semplici,  per turisti non auto muniti (collegamenti e strutture ricettive all’altezza sono fondamentali).  Per la categoria “mare” invece è il Circeo e le sue località limitrofe che vanno salvate dalle infiltrazioni malavitose e ripulite per divenire un luogo di villeggiatura per varie esigenze (non solo seconda casa dei romani ma anche turismo giovanile e straniero). Preservare la tradizione e la tranquillità infatti è una cosa, essere sciatti e provinciali un’altra.

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Golfo di Napoli Sulla città partenopea bisognerebbe, anche qui, aprire un capitolo a parte. Sicuramente sulla sicurezza e i rifiuti,  almeno in centro,  qualcosa si è fatto. Certo quelle che sono le infinite bellezze e particolarità della città restano immerse in un contesto di disordine e degrado non indifferente. Le attrazioni dei decumani infatti, meta comunque di turismo anche estero, sono incastrate in un reticolo di vicoli, certamente caratteristico, ma difficilmente accettabile, come condizione e servizi, in una metropoli europea. Più sicurezza più pulizia migliori trasporti ecc. non significano affatto perdita del fascino, anzi sarebbero la ricetta per far decollare la città.

Di fronte, tra le acque del Golfo, di fronte a Pozzuoli,  la piccola isola di Procida, mantiene ancora una certa tranquillità rispetto alle più famose Ischia e Capri. L’isola di Arturo e del Postino è una cartolina ma, anche in questo caso, si può fare di più,  limitando il numero di veicoli in circolazione e restaurando il penitenziario sulla rocca, per un potenziale turistico non appieno valorizzato.

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Sicilia sud-orientale: tra la Riviera dei Ciclopi e l’isola delle Correnti un insieme perfetto di città d’arte, siti archeologici, mare cristallino e cibo delizioso. Da Capomulini all’Etna, dal mercato di Catania all’isola di Ortigia, dal barocco di Noto alla Riserva di Vendicari, dai ristorantini di Marzamemi al Teatro di Siracusa, dalla sabbia di Fontane Bianche a quella di Portopalo e molto altro ancora…

…questo tratto di costa siciliana è un capolavoro continuo di una bellezza incredibile, accogliente ed economico. Un paradiso nel mediterraneo una meta ideale per  turismo di qualità. Mi piace chiudere con questa terra, difficile sicuramente e con tanti problemi,  ma con la dignità e la speranza di un futuro migliore.