Month: March 2014

Riforme o morte

Abolizione delle Province, riforma del Senato e del bicameralismo perfetto, nuova legge elettorale, rilancio dell’idea di Europa e della vivibilità delle nostre città.

cuore_Italia
  1. basta Province con il loro carrozzone inutile e costoso, competenze riallocate sulle Regioni e i Comuni, senza aumento del personale o creazione di nuovi Enti
  2. basta Senato, con il suo surplus di onorevoli e il suo anda e ri-anda delle leggi (oltre al suo carico di instabilità, ma quello lo risolve il punto 3
  3. basta Porcellum, così definito dal suo esimio ideatore Calderoli “perchè una porcata pazzesca”; basta leggi elettorali che fanno vivere i partitini e morire i governi
  4. basta all’Europa dello spread, avanti con l’Unione Europea potenza di culture ed economie; rilanciamo l’Unione politica con un ministro della difesa con budget militare (i nostri F35 se li gestirà lui, così risparmiamo qualche Euro) e un ministro degli esteri con seggio ONU. Erasmus, Socrates obbligatori…
  5. città con centri storici pedonalizzati e piste ciclabili ovunque; tramvie, metropolitane, piazze con parchi e parcheggi sotterranei: la città è dei suoi abitanti non delle loro automobili.
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Calcio Anni ’80

C’era una volta un campionato , la Serie A a 16 squadre, dove con pochi punti passavi dal sogno europeo all’incubo della Serie cadetta…

…gli stadi, pur vecchi e con qualche violenza di troppo, erano pieni e le giornate cariche di emozione!

Ogni squadra aveva un numero 10 da far innamorare qualsiasi ragazzino della città, che da allora non avrà più smesso di tifare quei colori: Maradona (Napoli) Gullit (Milan) Baggio (Fiorentina) Mattheus (Inter) Platini (Juventus) Giannini (Roma) calcavano i nostri campi, in magliette strette di lana acrilica…

…non c’era la tv, ma “Tutto il calcio minuto per minuto” e poi tutti a guardare 90° per vedere finalmente ciò che avevi ascoltato alla radiolina o intuito allo stadio.

Oggi pay-tv, 20 squadre, spettacolo di basso livello, giocatori infortunati, stadi vuoti…e il rimpianto di un gioco che fu.

Stoner

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“William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l’amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l’autore in questo miracolo letterario? […] non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti…” (Dalla postfazione di Peter Cameron)

I love TLV

Top 3 To do’s in Tel Aviv – Yaffo

Reduce da un pellegrinaggio in Terra Santa o da un viaggio no-profit nei Territori Palestinesi, in un perfetto contrasto sacro/profano, o serio/faceto, fermati a Tel Aviv…

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…3 cose che ti consiglio di fare e vedere:

1) dopo aver visto il sole tramontare dietro l’antico porto di Giaffa, rientrare a piedi in centro, attraverso il quartiere Yemenita, fino a Dizengoff Square.

2) da li proseguire per Dizengoff Street prendendo un drink in uno dei tanti bar che si affacciano sulla strada e fermarsi a cena da Goocha

3) infine serata da Rubi, uno di quei bar dove si viene travolti dall’allegria (sempre che si sia inseriti nella lista d’ingresso – nominale)