Arte

Breve Tour della Puglia: sole, chiese e cibo

A volte non serve andare troppo lontano per trovare ciò che ti occorre. A volte è sufficiente scegliere bene le tappe di avvicinamento e soprattutto la compagnia. E bisogna saper aspettare: perché il sole scalda anche ad Aprile, ogni paese ha la sua scoperta da offrire e ogni tappa ha una scelta da affrontare. Se avete bisogno di una settimana per voi o per una persona importante, ma il tempo per programmare è sempre meno, trovate alcune tappe pensate, volute, attese e rivelatesi ideali per una ripartenza!

Tappa n.1: Aeroporto di Bari – Trani – Castel del Monte – Bari Vecchia con cena al ristorante “La cecchina” https://g.co/kgs/grosN9

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Tappa n.2: Polignano a Mare – Monopoli – Alberobello con soggiorno a Trulli Caroli http://www.booking.com/Share-v7LrZm e cena a Cisternino, con tappa obbligatoria per il dessert alla Cremeria Vignola

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Tappa n.3: Locorotondo – Torre Canne con pranzo al mare a “La baia” – Ostuni – Lecce con cena all’”Osteria del Poeta contadino” https://g.co/kgs/ZZPZE2

Tappa n.4: Torre S. Andrea – Otranto con pranzo a “La polperia” – Lecce

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Tappa n.5: Galatina e la colazione con il pasticciotto da Ascalone – Nardò – S. Maria al Bagno con pranzo a “La Pergola” – Gallipoli con cena all’”Osteria dei Briganti” https://g.co /kgs/gEhfCV

Tappa n.6: Martina Franca – Savelletri con pranzo da “Pescheria” – Aeroporto di Bari

E tra un albero di olivo, una spiaggia, un piatto di polipo e una notte nel trullo…una serie infinita di bellissime chiese e fantastici ricordi.

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Salonicco, il brutto che piace

Sorvolando la città, durante l’atterraggio all’aeroporto della Macedonia, a prima vista, dall’alto, l’immagine della metropoli ellenica adagiata sul golfo, appare in tutta la sua bruttezza: una distesa di cemento infinita…

…e l’impressione viene ampiamente confermata dal finestrino del taxi che dall’aeroporto ti conduce in centro. Poi però, piano piano, con l’entusiasmo di chi ha voglia di scoprire ogni realtà che si propone davanti, cominciano a spuntare una serie di realtà interessanti:

Le chiese bizantine, nascoste tra i palazzi, in particolare Agia Sofia

Le spiagge della Calcidichia a 90′ di auto dalla città, in particolare quella di Vourvourou di fronte al Monte Athos

Il lungomare di Nea Paralia, rinnovato, di Salonicco, con il tramonto più bello, dalla terrazza del Ciel, con vista sul porto e sullo sfondo il Monte Olimpo

Gli ombrelli del famoso scultore Giorgios Zoggolopoulos vicino alla simbolica Torre Bianca

Le mura bizantine sull’antica acropoli della città

L’aperitivo con l’Ouzo nelle taverne del mercato dietro Piazza Aristotele

Ma soprattutto una fantastica vita notturna, con locali stracolmi di ragazze dal fascino mediterraneo e i lineamenti balcanici

Consigli per l’EXPO

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Se state organizzando la vostra visita all’EXPO, alcune cosa da tenere in mente:

1) non sperate di vedere tutto in una volta! Sarete stremati dalle file, dai percorsi, dal caldo e dalla gente e finirete per odiare una cosa bellissima!! Fate le cose con calma, godetevi i padiglioni che avrete l’opportunità di vedere, mangiate, bevete, parlate con la gente, prendete il sole…e tornate a Milano

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2) se il Padiglione Italia vi attira, per la sua grandezza e per il fatto di essere padroni di casa, entrate pure…se invece andate perchè siete attirati dal tema del cibo, beh, vi dico una cosa: l’Italia è andata clamorosamente fuori tema!

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3) il padiglione dell’Austria è veramente figo…

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4) …il padiglione della Russia è pieno di figa!

5) Poi alcuni piccoli consigli per l’uso: se avete fretta non andate in Kazakhastan: il padiglione è veramente interessante, mai l’organizzazione è passibile di reato di sequestro di persona; se avete fame per cena, prenotate prima: il TOP sono le tapas al Bar della Spagna e il ristorante dell’Uruguay! A pranzo la carne Argentina e a merenda birra e wurstel sulla terrazza Germania!!!

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6) infine: andate in Metro, andate con gli amici, siate orgogliosi di EXPO 2015 Milano.

Stoner

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“William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l’amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l’autore in questo miracolo letterario? […] non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti…” (Dalla postfazione di Peter Cameron)